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Sanità: lunghe liste di attesa, 4 mesi per una risonanza

Anche se il termine non è ovviamente tassativo: nelle ultime 48 ore, ad esempio, una richiesta di risonanza magnetica per la zona lombo-sacrale avrebbe trovato collocazione il 12 aprile grazie a una disdetta.
E se alcune delle visite specialistiche più comuni hanno tempi di prenotazione compatibili con il protocollo regionale — quindici giorni per cardiologia, ginecologia, neurologia, oculistica, ortopedia e otorinolaringoiatria e un mese per allergologia, endocrinologia e reumatologia (test eseguito il 9 febbraio su visita endocrinologica e visita pneumologica: la disponibilità era addirittura entro le 48 ore) —, attese piuttosto lunghe si segnalano anche per gastroscopie e colonscopie e in generale per tutte le endoscopie: si parla di quattro, a volte anche cinque mesi o più di coda.
"In caso di quadri clinici preoccupanti, fermi restando i posti riservati a oncologia, resta aperto il canale della visita specialistica con eventuale accesso immediato o quasi all'accertamento diagnostico — spiega Gori — Fra l'altro il settore delle endoscopie non ha praticamente copertura da parte delle strutture private, perché richiedono grossi investimenti e requisiti da struttura pubblica che, in sostanza, le tariffe poi non coprono".
Nota dolente è talora anche l'esame del campo visivo: mercoledì scorso una nostra lettrice ha telefonato al cup per prenotare il test che il marito affetto da glaucoma dovrebbe effettuare ogni sei mesi e si è sentita rispondere che la prima disponibilità è per settembre 2012.

Fonte: www.lanazione.itMacerata, Ancona

February 27, 2011 Posted by | Uncategorized | Leave a Comment

A Milano aziende col welfare in mano

La prevalenza dei servizi, la forte internazionalizzazione e il dialogo da sempre molto intenso tra le parti sociali hanno messo il lavoro ambrosiano al riparo dalle grandi cadute occupazionali che hanno caratterizzato altre aree.
Almeno in parte, va precisato, perché anche a Milano le ore di ammortizzatori sociali autorizzate sono cresciute nel 2010, le liste di mobilità contano 25mila iscritti e la disoccupazione è vicina al 6%, contro una media paese intorno all'8,7 per cento.
E così, almeno una su tre offre servizi che vanno dall'assistenza sanitaria integrativa alle vaccinazioni, alle convenzioni con le banche, al check up, ai corsi di formazione, al carrello della spesa.
E mentre la lista dei servizi si allunga, aumenta il numero delle aziende che stanno pensando di offrirli: se un terzo ha già fatto il passo, il 12% ci sta pensando.

Fonte: www.ilsole24ore.com

February 1, 2011 Posted by | Uncategorized | | Leave a Comment

   

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